Considerando ora il dipolo come un circuito risonante serie (Ls + Cs) e ponendo in parallelo una induttanza e una capacità (Lp + Cp), si viene a formare un sistema multibanda utilizzabile da 3,5 MHz a 30 MHz (Ls + Cs), dipendenti dai valori di Cp e Lp.   Come già detto, Cp era originariamente costituito dalla capacità del cavo, ora, sostituendolo con una capacità dello stesso valore, si possono ottenere elementi bibanda (es. 21 e 14 MHz, oppure 21 e 28 MHz, finanche 170 ÷ 180 MHz).  Non conta il fattore velocità del cavo coassiale usato per formare Cp, bensì la sua intrinseca capacità.

Per la Lp possono essere utilizzati sia una bobina che altri sistemi, quali un loop di tipo hairpin, oppure una doppia linea in tubetto o tondino con una barretta di cortocircuito per una più agevole taratura.

Molto critica diviene la posizione di Cp, realizzato in cavo coassiale, in funzione della distanza dall’elemento, creando più risonanze dovute alla distribuzione dell’induttanza.   Quindi, quanto accaduto si ripete ancora e rende alquanto problematico l’accordo.

Dai risultati di G4ZU e su queste basi, VK2AOU (ex DL1EZ) cominciò una serie di prove finalizzate al sistema multibanda.    Questi iniziò un sistema che fosse sintonizzabile su tre frequenze e che potesse essere convertito in un elemento d’antenna tribanda.

Per ottenere la risonanza su tre frequenze (14,2 -  21,3 -  28,6 MHz) senza le commutazioni di induttanze o capacità, sono necessarie tre induttanze e tre capacità (fig. 4).   Regolando contemporaneamente le tre induttanze e le tre capacità, le risonanze possono essere spostate su una vasta gamma di frequenze.

Come descritto precedentemente, un circuito risonante serie può essere nuovamente sostituito da un dipolo per ottenere un elemento tribanda.   Nella fig. 5A, vi sono due diversi circuiti risonanti parallelo ed in serie tra loro.